ALCUNI GIUDIZI SULLE OPERE
La Rapsodia di Caporetto – E’ tanta la commozione con cui ho letto le sue sincerissime pagine, che vorrei pregarla di permettermi di conservare il suo manoscritto, per unirlo ad altro ricordo che ho raccolto di questa nostra grande guerra. (Napoli, 6-12-1918, Benedetto Croce).
Emigranti – Premio Mondadori 1927.
E’ un libro doloroso, in cui la vita dura dei contadini calabresi ha trovato il suo poeta. (Pietro Nenni).
Qui tutto è umano, è dolente, con un paesaggio stupendo e una narrazione senza fronzoli e senza ideologie presuntuose. (F. Pastocchi).
Perri ha scritto questo nuovo romanzo col cuore di uno delle sue parti, con il senso di umanità che la vita delle sue parti suggerisce a un uomo di cuore. (G. Titta Rosa).
Lessi di un fiato Emigranti. Ero giovinetto. (Mario Tobino).
Con gli Emigranti Perri è il primo scrittore italiano ad affrontare due problemi scottanti: la lotta contadina in Calabria contro il latifondo e il dramma dell’emigrazione. (da Questa Calabria, Luigi Pace, 27-1-1948).
Chi legge il romanzo Emigranti del Perri deve riconoscere che anche dopo lo Zola e dopo il Verga, un artista può nella sua squallida esistenza e nella sensibilità elementare dei contadini più poveri trovare materia ed ispirazione a comporre una dolorosa vicenda. (Alfredo Galletti, Il Novecento. Storia letteraria d’Italia. F.sco Vallardi, MI, 1957, pag. 603).
Francesco Perri, nel romanzo Emigranti rispondeva ad una di quelle attese, segrete e dichiarate, che uniscono un certo libro, e lo trovano finalmente secondo il desiderio e il gusto in cui lo avevano presentito. (F. Flora, Il Novecento. Storia letteraria d’Italia).
Ci auguriamo che questo sincero capolavoro non passi inosservato al pubblico inglese. (The Sphere, Londra).
Leggendo questo libro, il concetto comune dell’emigrante italiano si cambia totalmente. Lo credevamo un essere da trattare coi rigori della legge; lo troviamo un figlio della terra che si conquista la simpatia di tutti gli uomini sotto tutte le latitudini. (Araldo Nuova Zelanda).
I Conquistatori - …Libro torbido ma molto ricco… (G. Borgese).
Da qui a vent’anni quando si comincerà a scrivere la storia del fascismo, nessuno potrà farlo senza ricorrere a questo romanzo. (Giustino Fortunato).
…E’ una testimonianza di clima storico che dirà ai futuri lettori più e meglio di molte pagine di ricostruzione erudita. (da L’Osservatore Romano, 4-1-1947).
Il Discepolo Ignoto – Quanto male si sia detto in Italia… del romanzo storico del Manzoni in poi, non è chi non sappia. A quelle critiche… risponde oggi vittoriosamente il Perri… con l’opera d’arte meditata e riuscita. (Guido Monacorda, Corriere della Sera, 14-5-1940).
L’Amante di Zia Amalietta – Premio Villa S. Giovanni 1959.
Perri è uno scrittore forte, un narratore dalla mano sicura… egli riesce a muovere da narratore espertissimo tutte le file di un intrigo minutissimo… delineando ogni carattere e ogni azione con la logica perfetta… Il Perri ha disposto la vasta scacchiera del suo romanzo nei suoi contrappunti storicamente più acuti: il contrasto tra la borghesia solidamente ancorata nei suoi principi morali e una nuova borghesia cinica, disumana… l’unica letteratura coi suoi De Marchi, Praga, Giacosa… che abbia impostato prima dello stesso Moravia, il rapporto tra danaro e coscienza dei personaggi… (Ferdinando Virdia).
Perri è rimasto fuori dal realismo, dall’esistenzialismo, dal falso meridionalismo, è cioè rimasto quell’onest’uomo che è sempre stato, dalla scrittura nitida, dalla psicologia penetrante e vivace, e se mai in lui, il "realismo" è quello di sempre e si chiama "verità". (sa Il Sacco, Maggio 1959).
Favola Bella - …leggiamo, attraverso simboli originali e poetici, la storia della giovinezza nella vita dell’uomo, in uno stile prodigioso d’immagini, chiaro vivace, rapido e colorito, alla maniera orientale, dal nerbo delicato ma forte… (Mario La Cava).
Il libro che per chiarezza del tessuto narrativo e per il colore vivo ch’è profuso con vera dovizia, può figurare oggi, tra le opere più degne della letteratura dell’infanzia. (da Illustrazione Ticinese-Basilea, 19-4-1947).
La Storia del Lupo Kola - …Un poema in prosa affascinante che fa di questo libro un piccolo capolavoro e una cosa completamente nuova nella letteratura infantile. (da Libro notizie – Milano, Gennaio 1961).
…La storia del Lupo Kola è una delle più belle, dense, vivide storie dell’Aspromonte che io vi abbia lette. (Angelo Biancotti, da Il Giornale Letterario).
Per me l’arte è stata sempre missione e battaglia… ho speso la mia vita a combattere la tirannide e per la elevazione delle masse popolari. (Dal Taccuino di un solitario).